Una terra antica tra tradizione e innovazione
Fino a domenica 20 gennaio al TeatrO2 a Siena (via Fontebranda 95, ore 21.15) si può assistere ad uno spettacolo che fonde il testo fisso con l'improvvisazione teatrale. Per presentare il lavoro e il genere di rappresentazione, ecco un'intervista a Francesco Burroni.
"E' un ottimo momento, questo per gli spettacoli di improvvisazione teatrale. La gente, e soprattutto tanti giovani, non ne possono più di vedere quella finta che appare spesso in televisione e quindi va a teatro". Francesco Burroni, attore senese che vive e lavora a Roma e "padre" dei match d'improvvisazione teatrale in Italia (su cui ha scritto il manuale pubblicato da Dino Audino editore) è a Siena per curare la regia di Esercizi di stile, lo spettacolo di Disegni & Caviglia ispirato al celeberrimo testo di Raymond Queneau che viene riproposto da arESteatro a distanza di oltre dieci anni, dopo duecento repliche in tutta Italia. E' in scena, terzo appuntamento della rassegna "Atto di nascita" da stasera fino a domenica 20 gennaio sul palco di TeatrO2 (in via Fontebranda 95, ore 21.15, prenotazioni tel. 0577.271470) con Silvia Bruni e Federico Stefanelli e le incursioni musicali del jazzista Mirco Mariottini.
Come è nato Esercizi di stile?
E' un libro di fumetti, tutto incentrato su vignette in cui si presentano la stessa scena: lui che aspetta e dice qualcosa, lei che arriva in ritardo e dice ‘ti amo'. Naturalmente in stili diversi, con la rabbia, la gelosia, il romanticismo ecc., Noi abbiamo rispettato il testo delle vignette salvo qualche adattamento. Alla fine dello spettacolo poi, improvvisiamo con i suggerimenti del pubblico che richiede lo stile che desidera".
Come si sviluppa lo spettacolo?
"La scena è sempre uguale e sempre diversa. Non c'è sorpresa narrativa, è sempre lui che aspetta lei e lei che dice ti amo e poi alla fine si abbracciano. Ma ad ogni scena cambia tutto, gli umori, i modi psicologici: lui può essere cattivo, distaccato, decadentista, romantico... ".
Esercizi di stile quindi è uno spettacolo che si adatta perfettamente all'improvvisazione teatrale. Come viene accolta adesso in Italia?
Viene accolta molto bene. Tra allievi e professionisti, quelli che si dedicano ai match e ad altre forme di improvvisazione sono circa 3mila. In venti anni si possono calcolare trentamila italiani che vi si sono dedicati. E' chiaro, non siamo ancora ai livelli del Canada, la patria dei match. Qui, soprattutto nella parte francofona, è un fenomeno di massa, i campionati vanno in tv, ogni associazione, ogni scuola ha la sua squadra di match.
Da noi adesso sta prendendo piede un'altra forma di improvvisazione che ha preso il nome di teatro jazz, ovvero un lavoro di performance tra attori, danzatori e musicisti. L'improvvisazione ha avuto comunque il merito di avvicinare tanta gente al teatro, come attori, ma anche come pubblico. Il 70 per cento degli spettatori poi sono giovani e questo è molto importante".
Hai in cantiere nuovi progetti?
Beh, dopo tanti anni di improvvisazione, sento il bisogno di fare anche spettacoli con testi fissi. Uno sarà il Bestiario senese (filastrocche e rime in versi dedicate agli animali delle contrade Ndr) che metterò in scena con un musicista jazz.
alle 11:34
pippo
Burroni non parla né chiava, scoreggia con il culo e con la bocca